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Cyber sicurezza, Foti: gli indizi portano a Mosca, serve strategia Ue
“Sono atti di guerra, bisogna investire in difesa per proteggere sanità e scuola”
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Redazione08 November 2026 — 19:536 min
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- Milano, 8 nov. (askanews) – “In attesa di analisi della nostra intelligence si può dire che un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una quasi prova”. Lo afferma il ministro degli Affari europei Tommaso Foti in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ dopo i cyberattacchi e la diffusione di dati personali sul dark web che ha riguardato anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sottolineando che non si sente di escludere l’ipotesi che l’Italia sia nel mirino per via del sostegno all’Ucraina: “Alcuni account hanno una matrice russa”.
- Di fronte agli attacchi ibridi, “non siamo disarmati, la nostra Agenzia sta funzionando”. Eppure “l’Europa è ancora scoperta da questo punto di vista. Serve maggiore coordinamento anche con i Paesi extra Unione”, osserva il ministro riguardo a una stategia comune. “Viviamo una fase delicata. Sull’Ucraina con Giorgia Meloni continuiamo a ribadire l’esigenza, arrivati a questa fase cruciale, di accelerare sulla scelta di un inviato che parli con un’unica voce per l’Europa al tavolo delle trattative. Basta andare in ordine sparso, altrimenti festeggeranno coloro che non vogliono la pace”. A livello interno, invece, per Foti gli attacchi contro supermercati e ospedali portano allo “sviluppo di un ragionamento che il centrodestra porta avanti e che il centrosinistra boicotta: se un agente esterno modifica la temperatura dei frigoriferi dove sono custoditi i generi alimentari o il sangue significa che è in corso un atto ostile contro la nostra sicurezza nazionale.
- Un atto di guerra, appunto. E dunque quando rivendichiamo gli investimenti sulla Difesa non stiamo togliendo risorse dalla sanità o dalla scuola, ma stiamo proteggendo anche sanità e scuola”.Sulla necessità di nuove misure davanti a questa emergenza Foti sottolinea: “Come ministro che ha, tra le altre, la delega al Pnrr posso dire che abbiamo un investimento proprio su questo settore per rafforzare l’ecosistema digitale nazionale potenziando i servizi di gestione della minaccia cyber. Il tutto grazie a una rinnovata capacità di monitoraggio, prevenzione e scrutinio tecnologico a supporto della transizione digitale del Paese. Nell’ambito delle misure del Pnrr, l’Agenzia per la cybersicurezza, in stretto contatto con il Dipartimento per la trasformazione digitale (Dtd), ha curato l’attuazione dell’investimento connettendo il mondo della Pubblica amministrazione, dell’impresa e dei fornitori di tecnologia. I 623 milioni di fondi disponibili hanno promosso l’attuazione di 8 avvisi pubblici, 300 tra progetti e investimenti coinvolti, oltre 200 soggetti finanziati e circa 3.500 richieste gestite”.
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Giornalista · Europa News



