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Fondo Ue competitività, Farm e Eat Europe: agricoltura in secondo piano
Scordamaglia: inaccettabili solo 3 miliardi
10 October 2026 — 15:576 min

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- Milano, 10 ott. (askanews) – Farm Europe e Eat Europe esprimono profonda preoccupazione per le scarse risorse proposte – e tuttora in fase di discussione – dalla Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (Itre) del Parlamento europeo per l’agricoltura e il settore agroalimentare nell’ambito della proposta di relazione sul Fondo europeo per la competitività. Le organizzazioni avvertono che l’attuale equilibrio di bilancio rischia di compromettere la competitività, la sicurezza alimentare e l’autonomia strategica dell’UE.
- “È inaccettabile che, all’interno di un Fondo nato per rilanciare la competitività europea e individuare le priorità strategiche del futuro, all’agricoltura vengano destinati appena 3 miliardi di euro, mentre alla finestra politica generale che unisce salute, biotecnologie, agricoltura e transizione sostenibile ne vadano solo 5. Ancora più preoccupante è il fatto che al legame tra agricoltura, alimentazione e salute dei cittadini venga dato un riconoscimento finanziario così inadeguato – ha commentato Luigi Scordamaglia, presidente di Eat Europe e amministratore delegato di Filiera Italia – Siamo delusi, ma purtroppo non sorpresi, vista la posizione già assunta dalla presidentessa della Commissione europea”.
- Sebbene il Fondo Europeo per la Competitività sia stato ideato per rafforzare la capacità industriale, la resilienza e la competitività globale dell’Europa, spiegano, si sta cercando di limitare l’accesso dell’agricoltura a questo fondo a soli 3 miliardi di euro di finanziamenti dedicati, con ulteriori 5 miliardi di euro destinati alla finestra politica più ampia che copre “Salute, Biotecnologie, Agricoltura e Transizione Sostenibile”. Tali cifre si scontrano nettamente con gli oltre 60 miliardi di euro stanziati per la difesa e le priorità industriali correlate. Per Farm Europe e Eat Europe, questo squilibrio solleva interrogativi fondamentali sulle priorità che guidano l’agenda della competitività europea.
- “Riconoscere l’agricoltura come strategica solo sulla carta non basta. Devono essere disponibili opportunità di finanziamento dedicate per tutte le priorità pertinenti del Fondo Europeo per la Competitività, consentendo agli agricoltori e alle filiere agroalimentari e della bioeconomia di investire in innovazione, tecnologie digitali, energia pulita, gestione sostenibile dell’acqua, stoccaggio strategico e nelle infrastrutture necessarie per resistere agli shock climatici e geopolitici”, ha dichiarato Yves Madre, presidente di Farm Europe.Le organizzazioni sottolineano inoltre i segnali politici provenienti dai vertici delle istituzioni europee. Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, la presidentessa della Commissione Ursula von der Leyen ha dedicato ampia attenzione alle priorità militari e di difesa, riservando invece uno spazio nettamente marginale all’agricoltura e al rapporto fondamentale tra cibo e salute dei cittadini.
- Farm Europe e Eat Europe invitano pertanto il Parlamento Europeo, e in particolare la commissione per l’industria, la ricerca e l’energia, a sostenere le raccomandazioni della commissione Agri e a garantire che la posizione finale sul Fondo europeo per la competitività rifletta la reale importanza strategica dell’agricoltura e dell’alimentazione.




