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Israele nega i permessi, le scuole cristiane restano chiuse a Gerusalemme
Oltre 70 insegnanti e membri del personale sono della Cisgiordania
01 September 2026 — 22:266 min
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- Roma, 1 set. (askanews) – Lezioni sospese in tutte le scuole cristiane di Gerusalemme in segno di protesta contro il mancato rinnovo da parte di Israele dei permessi d’ingresso a oltre 70 insegnanti e membri del personale provenienti dalla Cisgiordania. Lo riporta l’agenzia di stampa Wafa, precisando che la decisione riguarda oltre 8.500 studenti.
- “Mentre le nostre scuole si preparavano all’inizio del nuovo anno scolastico 2026-2027, siamo stati purtroppo colti di sorpresa, ancora una volta, dal mancato rinnovo dei permessi d’ingresso a oltre 70 insegnanti e dipendenti del nostro personale didattico, amministrativo e di supporto. Questo è avvenuto all’improvviso e senza preavviso, impedendo loro di raggiungere le rispettive scuole e compromettendo direttamente la preparazione degli istituti per l’inizio dell’anno scolastico”, ha affermato la Segreteria generale per gli Istituti di istruzione Cristiana di Gerusalemme in un comunicato stampa.“L’assenza di un numero così alto di membri del personale incide su diversi aspetti del funzionamento scolastico, inclusi i servizi didattici, amministrativi e sanitari, oltre ai servizi di pulizia e alle procedure di sicurezza. Questo rende impossibile garantire un inizio sicuro e stabile per i nostri studenti”, si sottolinea nella nota.
- “Pertanto, dopo consultazioni e in coordinamento con le autorità competenti, con i rappresentanti dei genitori e con le scuole di Gerusalemme, è stato deciso di sospendere la frequenza scolastica nelle scuole della città di Gerusalemme a partire dalla mattina di martedì 1 settembre 2026 fino al rilascio e al rinnovo dei permessi necessari per insegnanti e personale, garantendo così che il processo educativo possa procedere in modo sicuro e corretto”, ha rimarcato la Segreteria generale, auspicando che “questa crisi si risolva il più rapidamente possibile” in modo da “garantre agli studenti il diritto a un’istruzione regolare e sicura e di consentire alle nostre scuole di portare avanti la loro missione educativa e umanitaria”.

