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Fiscozen: 93% forfettari ferma lavoro per non superare effetto soglia

Per maggior parte è scelta conservativa di stabilità economica

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Redazione
01 November 2026 — 10:136 min
Fiscozen: 93% forfettari ferma lavoro per non superare effetto soglia
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  • Milano, 29 ott. (askanews) – Il 93% dei forfettari vicini al tetto degli 85mila euro di fatturato si scontra con il cosiddetto “effetto soglia” e decide di fermare l’attività o di non accettare nuovo lavoro pur di non sforare e finire nel regime ordinario. E’ quanto emerge da un’indagine di Fiscozen, che ha intervistato un campione di circa 2500 forfettari con fatturati compresi tra 60mila e poco meno di 85mila euro nel mese di ottobre. Per la maggior parte è una scelta conservativa di stabilità economica e per sette su dieci, avvicinarsi alla soglia, genera ansia e frustrazione con il timore, in caso di superamento, di dover lavorare di più per guadagnare di meno. Contrariamente a quanto affermato da alcune istituzioni ed economisti, il forfettario è visto dai professionisti come un incentivo alla regolarità piuttosto che all’evasione e il possibile innalzamento del tetto a 100mila euro è considerato dall’85% un potente strumento di crescita.


  • Dallo studio emerge che più della metà (55%) dei professionisti vicini al tetto di fatturato sceglie di continuare a lavorare posticipando consegne e pagamenti per l’inizio dell’anno nuovo, mentre il 39% spegne letteralmente i motori per andare in ferie o dedicarsi ad altre attività personali. La scelta di fermarsi risponde nel 92% dei casi a una logica di sostenibilità finanziaria: assenza di spese da dedurre ed eccessiva pressione fiscale che ridurrebbe il guadagno netto. Solo il 7% accetta invece la possibilità di sforare e passare al regime ordinario.Il forfettario, nel suo complesso, fa dormire sonni tranquilli al 97% dei professionisti, per i quali la semplicità e la chiarezza delle regole contribuiscono alla serenità quotidiana, ma avvicinarsi alla soglia, situazione che secondo le stime di Fiscozen coinvolge circa 140mila professionisti in Italia (6,9% dei forfettari), mette in moto impatti psicologici importanti: quasi 7 su 10 (68%) sperimentano frustrazione o ansia, tra l’ambizione di crescita frenata dalla fiscalità e timore di fare il salto.


  • Il restante 32% prova invece soddisfazione personale o serenità all’idea di poter gestire tempo e risorse. Le preoccupazioni principali riguardano l’aumento di tasse e adempimenti burocratici senza un proporzionale aumento del guadagno netto, complice la consapevolezza di non avere abbastanza costi da dedurre perché il nuovo regime sia conveniente. Un 6% segnala la paura di dover modificare i prezzi verso i clienti privati, anche solo per compensare l’IVA, rischiando così di perderli. Solo l’1% non indica preoccupazioni all’idea di cambiare regime.


  • In merito alle recenti e ricorrenti considerazioni di alcuni esponenti politici ed economisti, secondo i quali il regime forfettario incentiva l’evasione fiscale, gli intervistati respingono questa narrativa sottolineando come il regime agevolato spinga piuttosto a lavorare in regola facendo così emergere il sommerso.La possibilità di vedere la soglia spostata da 85mila a 100mila euro è considerata dai professionisti come un importante sblocco dell’economia: circa la metà (49%) lavorerebbe più serenamente con prospettive maggiori di crescita, il 22% avvierebbe lavori tenuti fermi per paura di superare il tetto e il 13% avrebbe più margine per investire in strumenti e collaboratori (pur non potendone scaricare i costi) o per pianificare meglio il proprio futuro lavorativo.



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Redazione

Giornalista · Europa News