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Si apre l’autunno caldo degli scioperi, in vista due “venerdì neri” in meno di un mese

Il 30 ottobre sciopero generale Usb e Cobas, il 20 novembre quello proclamato dalla Cgil

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Redazione
26 October 2026 — 06:326 min
Si apre l’autunno caldo degli scioperi, in vista due “venerdì neri” in meno di un mese
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  • Roma, 25 ott. (askanews) – Superata, almeno per ora, la questione della protesta dei Tir, con la situazione orientata a tornare alla normalità, e dopo le proteste che ieri hanno coinvolto diverse città, si profilano almeno altre due giornate di disagi e difficoltà sui trasporti e non solo per i cittadini in meno di un mese. Due scioperi generali, in entrambi i casi di venerdì e in entrambi i casi non unitari, in quello che si sta rivelando un autunno particolarmente caldo su proteste e manifestazioni di piazza.


  • Il primo sarà venerdì prossimo, il 30 ottobre, con un concomitare di iniziative a cominciare dallo sciopero generale proclamato dall’Usb “contro i prezzi in continua crescita, a partire da quello dei carburanti che stanno mettendo in ginocchio la popolazione”, come affermato dal sindacato di base con una nota.L’Usb intende organizzare una manifestazione a Roma, a Piazza dei Cinquecento, in mattinata.


  • Parallelamente, sempre per venerdì 30, anche i Cobas hanno proclamato uno sciopero generale insieme con Adl, Clap e Sial, per i settori pubblici e privati ma, nel loro caso, con l’eccezione dei trasporti. Anche in questo caso “contro il carovita che impedisce di far fronte alle spese per i beni essenziali”, ma anche contro la guerra “e lo spostamento di risorse di bilancio verso gli armamenti”.Sempre venerdì, un’altra protesta, in questo caso di 4 ore è stata proclamata da Uiltrasporti per il personale di Enav e Techno SKY su tutto il territorio nazionale: “la mobilitazione nasce dalla mancanza di risposte su numerose vertenze aperte, dall’assenza di progressi nel confronto con l’azienda”, afferma il sindacato con una nota.


  • Tre settimane dopo, di nuovo di venerdì, il 20 novembre, un altro sciopero generale stavolta proclamato dalla Cgil: “Basta chiacchiere, è il momento del cambiamento, il lavoro deve tornare a essere un diritto”, ha affermato annunciando la mobilitazione il segretario Maurizio Landini.“Non ci fermerà nessuno, andiamo avanti con forza e solidarietà”, ha aggiunto il segretario in occasione della manifestazione “La Via Maestra”, lo scorso 17 ottobre a Roma.


  • Una protesta che per ora non ha aggregato altre sigle, anzi la Cisl, con la sua segretaria Daniela Fumarola, ha esplicitamente preso le distanze: “rispettiamo la scelta – ha detto – ma non la condividiamo” per tre ragioni: si boccia una legge di bilancio ancora senza testo, si contesta la spesa per la difesa, mentre altri Paesi si armano e “si sceglie la massima forma di conflitto contro imprese estranee alla manovra, mentre con loro scriviamo le regole di rappresentanza”.Parallelamente, infatti, i principali sindacati confederali e le maggiori organizzazione di rappresentanza datoriali stanno portando avanti da settimane delle trattative per rivedere gli aspetti chiave della rappresentanza, delle relazioni industriali e della contrattazione.
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Redazione

Giornalista · Europa News