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Al Teatro Tirso de Molina la commedia “Un diavolo per capello”
Diretta dalla regista Cinzia Berni
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Redazione 23 October 2026 — 14:126 min
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- Roma, 23 ott. (askanews) – Cento anni fa bastava anche un taglio di capelli per fare scandalo. Nel 1926 il caschetto femminile si era ormai imposto come uno dei simboli più riconoscibili della donna moderna: capelli corti, maggiore libertà nei costumi, nuovi spazi conquistati nella società e un modo differente di guardare se stesse e il proprio ruolo nel mondo. Un secolo dopo, proprio un salone di bellezza diventa il piccolo universo nel quale osservare nuovamente le donne, le loro trasformazioni, le loro fragilità e soprattutto quella capacità, tutta particolare, di fare squadra anche quando sembrerebbe impossibile.
- Dal 3 novembre 2026, al Teatro Tirso de Molina di Roma, arriva “Un diavolo per capello” commedia di Cinzia Berni e Roberto Marafante. diretta da Cinzia Berni, con Geppi Di Stasio, Cinzia Berni, Maria Lauria, Francesca Ceci, Sara Adami e Flavio Pagni, i costumi di Federico Zaccone e l’aiuto regia di Simone Manzi. Il parrucchiere, del resto, non è mai stato soltanto il posto dove cambiare acconciatura. È uno dei pochi luoghi nei quali, quasi naturalmente, cadono le difese. Davanti allo specchio si parla. Si confidano amori, tradimenti, paure, delusioni e nuovi inizi. Una donna arrivata come perfetta sconosciuta può ritrovarsi, mezz’ora dopo, a condividere un segreto con quella seduta sulla poltrona accanto.
- Ed è proprio dentro questo singolare “confessionale laico” che si muovono i personaggi di Un diavolo per capello. Nel salone che dà il titolo alla commedia si incrociano infatti le storie di tre clienti, dell’estetista e del suo avvenente fidanzato. A governare questo piccolo mondo c’è El Diable, parrucchiere alla moda e proprietario del locale. Nella saletta vip amori, tradimenti, pettegolezzi, fragilità e piccole grandi tragedie entrano ed escono insieme alle clienti, trasformandosi continuamente in situazioni paradossali ed esilaranti. Tra uno shampoo e una messa in piega, però, affiora qualcosa di più profondo: donne diversissime per età, carattere ed esperienza finiscono per riconoscersi l’una nell’altra. Possono giudicarsi, scontrarsi, persino ferirsi, ma quando arriva il momento decisivo sanno diventare complici. Perché dietro l’apparenza, la vanità e il sorriso si nascondono vite reali.
- A guidare questo universo è Cinzia Berni, attrice, autrice e regista dalla lunga esperienza, cresciuta artisticamente in una delle fucine più importanti dello spettacolo italiano: il celebre Laboratorio di esercitazioni sceniche di Luigi Proietti, del quale fu tra le allieve predilette e dal quale sono usciti numerosi protagonisti dell’intrattenimento italiano. E proprio quella scuola sembra averle lasciato in eredità anche una particolare attenzione verso le nuove generazioni.Da anni Berni affianca infatti al proprio lavoro di interprete e regista un’attività di formazione e ricerca di giovani talenti, trasformandosi, spettacolo dopo spettacolo, in una vera e propria talent scout di nuovi interpreti. Un passaggio di testimone ideale: da giovane attrice cresciuta sotto lo sguardo di Proietti a regista capace oggi di riconoscere e valorizzare nuovi volti.Tra le scommesse di questo allestimento c’è Flavio Pagni, giovane attore livornese, che nello spettacolo interpreta Maurizio, giovane barista con il sogno del canto e presenza maschile destinata inevitabilmente a turbare gli equilibri del salone.
- Un volto che unisce una presenza scenica fortemente contemporanea a un percorso attoriale in crescita e che proprio Berni ha voluto inserire accanto a interpreti di maggiore esperienza. Bello, irriverente e inconsapevolmente destabilizzante, Pagni porta nello spettacolo quella componente di seduzione che trasforma il salone in un piccolo campo di battaglia sentimentale. Ed è forse questa una delle chiavi più interessanti di Un diavolo per capello: far convivere generazioni differenti senza mettere nessuno ai margini. Perché cento anni dopo quel 1926 in cui le donne cominciavano simbolicamente a “tagliare” insieme ai capelli anche molte vecchie convenzioni, il salone continua a essere luogo di trasformazione… Si entra per cambiare testa!
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Giornalista · Europa News




