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Sergio Caputo torna a Napoli: il 24 ottobre all’Acacia

Il cantautore presenta “Ne approfitto per fare un po’ di musica”

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Redazione
20 October 2026 — 08:406 min
Sergio Caputo torna a Napoli: il 24 ottobre all’Acacia
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  • Roma, 19 ott. (askanews) – Sergio Caputo torna a Napoli sabato 24 ottobre, alle ore 21, al Teatro Acacia, con il nuovo spettacolo “Ne approfitto per fare un po’ di musica”, accompagnato da una formazione di sette musicisti. Il titolo richiama il suo primo album dal vivo, registrato nel 1987 al Teatro Orfeo di Milano. A 43 anni dall’uscita di “Un sabato italiano”, il cantautore continua a reinventare il proprio repertorio, intrecciando jazz, swing, ironia e quella scrittura originale che lo ha reso uno dei protagonisti più riconoscibili della musica italiana. In scaletta i grandi classici, brani meno frequentati nei concerti e composizioni recenti, a testimonianza di un percorso artistico tutt’altro che concluso. “È sempre una grande sfida scegliere le canzoni da inserire nello spettacolo.


  • Il pubblico vorrebbe ascoltarne molte più di quante un concerto possa contenerne. Ma non sono il tipo che si adagia sugli allori passati: voglio mostrare un percorso musicale che continua nel tempo”, racconta Caputo. Il cantautore riflette anche sulle trasformazioni dell’industria discografica, sulla progressiva perdita di centralità dell’album e su un mercato dominato dalle piattaforme digitali. “Si è persa l’emozione di scoprire cosa farà un artista, quali mondi andrà a esplorare. Oggi si consumano singoli, spesso senza un filo conduttore. Per chi scrive canzoni è diventato sempre più difficile vivere di diritto d’autore. Il live resta la principale possibilità di continuare a fare musica”. Ed è proprio il palcoscenico il luogo in cui Caputo rivendica l’autenticità della propria proposta musicale, lontana dalle esecuzioni standardizzate e dalla perfezione artificiale. “Oggi la gente si è abituata alla musica elettronica, ritmicamente impeccabile, ma spesso stereotipata.


  • La musica suonata dal vivo ha dinamiche, imperfezioni, interazione tra i musicisti. Se nel bel mezzo di un brano improvvisiamo dove nessuno se lo aspetta, quello è ciò che un concerto deve dare: la sorpresa, l’inatteso”. Particolarmente sentito il rapporto con Napoli, città che Caputo considera un luogo unico per storia, cultura e tradizione musicale. Un legame alimentato dall’affetto di un pubblico che attraversa più generazioni. “Mi dicono spesso che le mie canzoni sono senza tempo e che anche chi non era ancora nato quando le ho scritte oggi riesce a riconoscervisi. Ma ciò che mi commuove di più è sapere che la mia musica ha aiutato qualcuno a superare momenti difficili della propria vita”.



  • E su un possibile ritorno al Festival di Sanremo non ha dubbi: “Tornerei a Sanremo? Sì, se mi invitassero. È rimasta l’unica manifestazione televisiva di musica in Italia”. Sul palco, accanto a Sergio Caputo (voce e chitarra), ci saranno Paolo Vianello (pianoforte), Fabiola Torresi (basso e voce), Ophélie Laroche (batteria), Alberto Vianello (sax tenore), Lorenzo De Luca (sax alto) e Luca Iaboni (tromba).
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Giornalista · Europa News