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“Caivano, tutta un’altra musica” al via dal 10 ottobre
L’arte come avamposto della legalità e dell’inclusione
06 October 2026 — 23:316 min

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- Roma, 6 ott. (askanews) – Dal 10 ottobre 2026 al 19 febbraio 2027 prende il via “Caivano, tutta un’altra musica”, un imponente progetto di rigenerazione socio-culturale promosso e finanziato dal Ministero della Cultura nell’ambito del Decreto Caivano, con il contributo della Regione Campania e in sinergia con il Comune.
- L’iniziativa, organizzata dalla Fondazione Il Canto di Virgilio, punta a trasformare la formazione, le pratiche musicali giovanili e l’espressione artistica in un avamposto permanente di legalità, inclusione e riscatto sociale. Tutte le attività e i percorsi formativi saranno ad accesso gratuito.Il progetto si ramificherà sul territorio presidiando luoghi nevralgici – tra cui scuole, teatri, spazi monumentali ed edifici di culto – e prevedendo laboratori di formazione e la distribuzione gratuita di strumenti musicali ai giovani. Per la parte didattica e artistica, l’iniziativa si avvale della collaborazione di prestigiose istituzioni come la Fondazione Teatro di San Carlo di Napoli (con l’Accademia di Canto Lirico e i Solisti), il Conservatorio “San Pietro a Majella” e gli Istituti Comprensivi di Caivano (Cilea-Mameli, De Gasperi, 3 Parco Verde, S.M. Milani).
- La direzione artistica è firmata da Carlo Faiello e Gennaro Cappabianca. Tra i protagonisti coinvolti figurano Lina Sastri (10 Ottobre), Peppe Barra (17 Ottobre), Maurizio De Giovanni (18 Ottobre), Maurizio Capone (con laboratori e workshow eco sostenibili), Fabrizio Bosso con Julian Oliver Mazzariello (30 Ottobre), Coro Filarmonico Jubilate Deo (3 Novembre), i Ladri di Carrozzelle (9 Novembre), Maria Grazia Schiavo (20 Novembre), il Piccolo Coro di Caivano (8 Dicembre) e l’Orchestra Giovanile del Territorio (22 Dicembre), iniziative a Ntale, Carlo Faiello con il Quartetto Santa Chiara (10 Gennaio), Ars Nova Napoli, (29 Gennaio), I Solisti del Teatro di San Carlo (15 Febbraio) chiusura il 19 Febbraio con l’Orchestra Collegium Philarmonicum.“Il nostro obiettivo è trasformare la rassegnazione in narrazione propositiva e orgoglio identitario”, spiegano i promotori. L’iniziativa intende proporsi come un modello di intervento pubblico-privato di valenza nazionale, capace di superare la narrazione dell’emergenza attraverso l’azione strutturale della cultura.



