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L.elettorale alla (prima) prova del voto segreto. Fdi: se non passa si va a casa
Obbligo di presenza alla Camera per ministri e sottosegretari
01 October 2026 — 07:206 min

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- Roma, 30 set. (askanews) – Tutti precettati, anche sottosegretari e ministri eletti alla Camera, le cui agende sono state “smontate” per far sì che domani alle 13.30 in aula tutti i deputati di maggioranza siano presenti per respingere le pregiudiziali di costituzionalità presentate alla riforma elettorale voluta da Giorgia Meloni. E non correre il rischio che si ripeta quanto accaduto a luglio quando, a scrutinio segreto, a Montecitorio venne bocciato per un solo voto l’emendamento sulle preferenze.
- Nonostante la sconfitta del governo, che aveva dato parere favorevole sull’emendamento affossato, la legge è andata avanti e le preferenze inserite nel passaggio al Senato dove non ci sono alternative al voto palese. Stavolta la posta in gioco è più alta: l’eventuale approvazione delle pregiudiziali metterebbe la parola fine alla legge fortemente voluta dalla presidente del Consiglio che ha legato al destino del nuovo sistema elettorale – un proporzionale con premio di maggioranza – quello del suo governo.
- “Mi sembra che Giorgia Meloni sia stata chiara. Se il provvedimento non passa si va a casa”, ribadisce oggi Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.Per questa ragione, se si supera domani il primo e penultimo scoglio alla Camera, il governo porrà lunedì in tarda mattinata la questione di fiducia certamente su tre dei 4 articoli modificati a Palazzo Madama mentre sull’articolo 8, quello sul voto ai fuorisede, fino a oggi non si è parlato di fiducia visto che non è un punto su cui le opposizioni possono chiedere il voto segreto ma dalla maggioranza l’eventualità non viene esclusa del tutto. I voti di fiducia si svolgeranno per appello nominale da martedì.
- Seguirà l’esame degli ordini del giorno e il voto finale. Il timing definitivo sarà fissato domani dalla conferenza dei capigruppo. Probabile si arrivi a giovedì 8 ma non viene escluso in ambienti di maggioranza che si possa anticipare il voto finale a mercoledì 7.



