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Nel piacentino prezzi uve rosse stabili ma sotto costi produzione
Confagricoltura Piacenza: pesano costi energetici e carburante
30 September 2026 — 09:386 min

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- Roma, 30 set. (askanews) – Si è tenuta giovedì 24 settembre 2026 la riunione della commissione di rilevazione dei prezzi delle uve rosse indetta della Camera di Commercio dell’Emilia. Rispetto alla rilevazione precedente sulle uve bianche, quest’anno la commissione ha registrato un mercato omogeneo tra le quattro valli della provincia: i prezzi rilevati in Val Tidone, prima valle esaminata, sono stati confermati anche nelle altre vallate, senza le differenze registrate in passato.
- Il listino ufficiale indica per la Barbera un range di 40,00-55,00 euro al quintale e per la Bonarda di 50,00-60,00 euro, valori pressoché identici in tutte le valli piacentine; anche il Gutturnio DOC si è attestato tra 45,00 e 55,00 euro ovunque. Da segnalare che le uve provenienti da agricoltura biologica mantengono, come da prassi consolidata, una quotazione superiore del 20% rispetto al convenzionale, componente rilevante soprattutto in Val Nure, dove la percentuale delle cantine biologiche è maggiore rispetto alle altre valli.“Quest’anno non ci sono state differenze tra le quattro valli: i prezzi rilevati in Val Tidone sono stati ripresi identici nelle altre vallate spiega Davide Valla, produttore che ha rappresentato Confagricoltura Piacenza in commissione . Il mercato delle uve rosse è stato in linea con le annate precedenti, con una minore richiesta legata al momento non semplice per i vini rossi”.
- Sotto il profilo produttivo l’annata è stata nella media per la Barbera e più contenuta per la Bonarda, con una resa in mosto inferiore rispetto alle uve bianche: gli acini più piccoli hanno prodotto più vinaccia e meno succo. “Il prezzo delle uve rosse è rimasto sostanzialmente invariato, ma con un’incidenza dei costi maggiore rispetto alle bianche osserva il vicepresidente di Confagricoltura Piacenza e presidente della Sezione vitivinicola Stefano Pizzamiglio A pesare è soprattutto la minore richiesta dei vini rossi frizzanti, dal Gutturnio alla Bonarda, entrambi in difficoltà sul mercato”.“I prezzi rilevati restano al di sotto dei costi di produzione considerano all’unisono i due vitivinicoltori la manodopera, l’aumento del carburante, che da inizio anno ha inciso per un euro al litro e i costi energetici sempre più alti pesano su un’annata qualitativamente positiva ma economicamente sotto pressione. Un tema che si somma a un mercato del vino, specialmente quello del vino rosso frizzante, a sua volta stagnante, talvolta costretto a ricorrere a sconti pur di sostenere le vendite. È dunque necessario continuare a lavorare uniti sulla valorizzazione dei nostri vini”.



