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Baden Baden, la città termale dove Dostoevskij si rovinò al casinò
Le dodici sorgenti alimentano un turismo che dura tutto l’anno
28 September 2026 — 07:516 min
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- Milano, 27 set. (askanews) – C’è una cosa che un italiano capisce appena mette piede a Baden-Baden: le terme possono invecchiare bene. Da noi la parola ormai spesso evoca il ricordo di stagioni migliori, stabilimenti un po’ stanchi, cure inalatorie e orchestre che suonavano quando ancora ci si vestiva per la cena. Qui l’acqua calda continua invece a muovere l’economia della città. E lo fa tutto l’anno. Tiene aperti alberghi, riempie ristoranti, porta visitatori nei musei e dà a una città di 57 mila abitanti l’aria sicura di una piccola capitale europea.
- Una sicurezza che comincia dal nome. Baden significa “bagni” e, non contenti, gli abitanti lo hanno detto due volte. L’origine è geografica: la città di Baden nel territorio del Baden, poi diventata ufficialmente Baden-Baden nel 1931. Oggi sembra uno slogan escogitato da qualcuno che temeva non si fosse capito il prodotto. L’acqua arriva da dodici sorgenti e sgorga a temperature che raggiungono i 68 gradi. I Romani avevano già costruito qui le loro vasche. Ventidue secoli dopo, il servizio è ancora disponibile.La differenza si vede nel modo in cui la città è cresciuta attorno alle sorgenti. Il Friedrichsbad, inaugurato nel 1877, assomiglia più a un palazzo pubblico che a uno stabilimento sanitario.
- Nel 2027 compirà 150 anni e, spiega Jutta Ulrich, Senior Global Marketing & Communication Manager, conserva ancora il percorso termale tradizionale: il bagno diventa anche un modo per attraversare la storia. Poco più in basso, le Terme di Caracalla – sì, anche Baden-Baden ha le sue – puntano su piscine, saune e grandi vetrate. In pochi minuti a piedi si passa da un bagno storico a un moderno centro benessere. Baden-Baden propone le due esperienze come parti complementari della stessa città termale.



