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Primitivo di Manduria: più bottiglie ma nodo resta il valore
Consorzio: produzione -20%, Dop +12,6%. Nuovi strumenti allo studio
22 September 2026 — 11:066 min

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- Milano, 22 set. (askanews) – La vendemmia 2026 del Primitivo di Manduria si chiude con uve sane, integre e caratterizzate da gradazioni elevate, ma con una produzione inferiore di circa il 20% rispetto allo scorso anno. Sullo sfondo resta il nodo economico della filiera: mentre il Primitivo di Manduria Dop registra una crescita dell’imbottigliato del 12,6%, l’aumento dei volumi commercializzati non si è ancora tradotto in un analogo incremento del valore riconosciuto alle uve. È su questo passaggio, dalla crescita quantitativa alla redditività, che il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria concentra ora la propria strategia.
- Come in altre parti d’Italia, la raccolta è iniziata in anticipo rispetto alle tempistiche consuete. Le alte temperature estive hanno accelerato la maturazione senza compromettere lo stato sanitario delle uve e le prime valutazioni indicano un’annata di livello medio-alto. Il calo quantitativo si accompagna quindi a un quadro qualitativo favorevole, con gradazioni elevate e buone prospettive per la struttura e la concentrazione dei vini.Gli ultimi dati disponibili indicano un incremento complessivo del 6% per il Primitivo Igp e del 12,6% per il Primitivo di Manduria Dop.
- Per il Consorzio sono segnali della tenuta commerciale della Denominazione, ma si tratta di indicatori distinti dal prezzo delle uve, determinato dalle dinamiche della domanda e dell’offerta e dalle trattative tra gli operatori. “La qualità della vendemmia 2026 deve trovare un adeguato riconoscimento economico. Dietro ogni grappolo ci sono lavoro, investimenti, competenze e sacrifici. La nostra responsabilità è lavorare affinché la crescita della denominazione possa tradursi progressivamente in maggiore valore per il territorio e in una più adeguata remunerazione per tutti gli operatori” ha sottolineato il Consorzio.
- L’organismo di tutela non può stabilire o imporre il prezzo delle uve ma può intervenire attraverso la programmazione, la gestione del potenziale produttivo, la conoscenza dei dati, la tutela della Denominazione e strategie condivise tra produzione, trasformazione e imbottigliamento. Anche l’evoluzione della normativa europea sta rafforzando progressivamente il ruolo delle organizzazioni collettive nella gestione, nella tutela, nella promozione e nella valorizzazione delle Denominazioni.In questa direzione si muovono alcune decisioni già adottate. Il Consorzio ha sospeso fino al 2030 le nuove iscrizioni allo schedario viticolo, con l’obiettivo di contenere l’espansione del potenziale produttivo. A questo intervento si aggiungono la fascetta di Stato, le attività di tutela e vigilanza, il lavoro per ottenere una conoscenza più precisa delle superfici vitate e le iniziative sui mercati italiano ed estero. Per le prossime campagne produttive sono inoltre allo studio ulteriori strumenti di gestione dell’offerta, con l’obiettivo di ricercare un maggiore equilibrio tra produzione e domanda.
- Il confronto riguarda anche il Disciplinare. Cambiamenti climatici, evoluzione dei consumi, nuovi mercati e differenti modalità di acquisto stanno modificando il quadro nel quale operano le Denominazioni, chiamate a preservare la propria identità e, allo stesso tempo, a valutare eventuali adeguamenti quando le condizioni produttive e commerciali lo richiedono.In questo percorso rientra il progetto per introdurre il Primitivo di Manduria nella tipologia rosato. L’obiettivo è ampliare l’offerta della Denominazione, intercettare nuovi segmenti di mercato e rispondere all’evoluzione dei gusti e delle modalità di consumo, mantenendo saldo il legame con il territorio.
- “Le contrapposizioni non aiutano la denominazione. Produzione, trasformazione e imbottigliamento sono parti della stessa filiera e condividono lo stesso futuro. Solo attraverso responsabilità, programmazione e collaborazione sarà possibile consolidare i risultati raggiunti e fare in modo che la crescita del Primitivo di Manduria diventi crescita di valore per tutto il territorio” ha concluso il Consorzio.


