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✝︎ Vaticano

Biagio Maimone incontra a Casa Santa Marta Mons. Yoannis Lahzi Gaid: «La Fondazione Bambino Gesù del Cairo, testamento d’amore voluto da Papa Francesco»

Biagio Maimone, Direttore dell'Ufficio Stampa della Fondazione: «Ho percepito ancora una volta la presenza di Papa Francesco nelle opere e nei progetti che continuano a portare avanti il suo messaggio di amore e fraternità»

15 September 2026 — 01:436 min
Biagio Maimone incontra a Casa Santa Marta Mons. Yoannis Lahzi Gaid: «La Fondazione Bambino Gesù del Cairo, testamento d’amore voluto da Papa Francesco»
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«La Fondazione Bambino Gesù del Cairo è un testamento d’amore voluto da Papa Francesco, un’eredità che continua a vivere nelle opere e nell’impegno quotidiano a favore delle persone più fragili».

Lo afferma Biagio Maimone, Direttore dell’Ufficio Stampa della Fondazione Bambino Gesù del Cairo ETS, dopo l’incontro con Mons. Yoannis Lahzi Gaid, Presidente della Fondazione e già Segretario personale di Papa Francesco, svoltosi martedì 8 settembre a Casa Santa Marta, nella Città del Vaticano.

L’incontro è stato occasione per fare il punto sulle attività della Fondazione, sui progetti in corso e sulle iniziative future, ma anche per ripercorrere un’esperienza professionale e umana che, per Maimone, dura ormai da oltre quattro anni. È stato infatti Mons. Gaid a conferirgli l’incarico di Direttore della Comunicazione, oggi Direttore dell’Ufficio Stampa della Fondazione.

«L’incarico che Monsignor Gaid mi ha affidato oltre quattro anni fa mi ha cambiato la vita – racconta Maimone –. È stato molto più di un incarico professionale. Mi ha permesso di entrare in una dimensione umana e spirituale che prima conoscevo soltanto in parte e di conoscere più profondamente il mondo del dialogo interreligioso, il valore della fratellanza e il significato del percorso avviato con il Documento sulla Fratellanza Umana».

Un’esperienza nella quale il rapporto professionale si è trasformato in un legame umano profondo.

«Considero Monsignor Gaid un fratello e un amico – aggiunge Maimone –. Ha avuto un ruolo importante nella mia crescita umana e professionale e mi ha introdotto alla conoscenza di realtà, culture e religioni diverse, facendomi comprendere quanto sia importante costruire ponti anziché muri».


Il segno di Papa Francesco


È anche attraverso questa relazione che Maimone ha avuto modo di approfondire la conoscenza della figura e del pensiero di Papa Francesco e di cogliere il significato più profondo della missione della Fondazione.

«Durante questi anni ho imparato a conoscere sempre più profondamente il pensiero di Papa Francesco – afferma – e oggi, osservando le attività della Fondazione, avverto fortemente la sua presenza».

«Papa Francesco non è più fisicamente tra noi, ma si percepisce ancora. È come se continuasse ad assistere queste opere. Lo si ritrova nei bambini che vengono aiutati, nelle persone che vengono curate, nelle donne accolte e in tutti coloro ai quali viene offerta una possibilità di riscatto».

Per Maimone, questo è il senso dell’impegno di Mons. Gaid: custodire un’eredità e trasformarla in una presenza concreta accanto alle persone più vulnerabili.

«Monsignor Gaid conosceva profondamente il pensiero e la sensibilità di Papa Francesco e oggi porta avanti quel segno attraverso opere concrete. È per questo che considero la Fondazione un vero testamento d’amore del suo pontificato».


Dalla Fratellanza Umana alla solidarietà concreta


La missione della Fondazione affonda le proprie radici nel Documento sulla Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune, sottoscritto ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019 da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb.

L’Associazione Bambino Gesù del Cairo, costituita nel 2020 nel solco di quel Documento, è successivamente divenuta ufficialmente Fondazione Bambino Gesù del Cairo ETS, consolidando il proprio percorso istituzionale e la propria missione.

«La grande lezione della Fratellanza Umana – sottolinea Maimone – è che il dialogo non può rimanere soltanto un incontro tra rappresentanti religiosi. Deve diventare solidarietà, collaborazione, cura dell’uomo e costruzione della pace».

È proprio questa traduzione dei principi in azioni concrete a caratterizzare oggi l’attività della Fondazione.


Una rete di opere al servizio dei più fragili


L’impegno della Fondazione si sviluppa attraverso progetti diversi, ma accomunati dalla tutela della dignità della persona.

Nel campo dell’assistenza e della solidarietà sono stati distribuiti 35.000 pasti e garantite cure mediche, visite specialistiche e medicinali a oltre 10.000 bambini e persone in condizioni di vulnerabilità.

Tra le iniziative di maggiore rilievo figura la Casa della Speranza, destinata ad accogliere e proteggere donne vittime di violenza e tratta insieme ai loro figli, offrendo loro sicurezza e accompagnamento verso un nuovo percorso di vita.

All’infanzia è dedicata l’Oasi della Pietà, struttura in Egitto destinata ad accogliere fino a 300 bambini, nella quale accoglienza, educazione e formazione professionale vengono concepite come strumenti per restituire dignità e costruire un futuro. Il progetto è legato alla copia della Pietà di Michelangelo che Papa Francesco ha voluto destinare all’iniziativa e comprende anche una scuola di cucina con il coinvolgimento dello chef internazionale Francesco Mazzei.

La Fondazione ha inoltre assunto un impegno di tutela, assistenza e accompagnamento sanitario nei confronti di Mariano, il bambino di 12 anni di Vena di Maida, nel Catanzarese, affetto da una grave forma di obesità patologica.

È in fase di attuazione anche il progetto dell’Ospedale Bambino Gesù del Cairo, destinato a diventare il primo “Ospedale del Papa” fuori dall’Italia, con particolare attenzione alla salute di mamme e bambini in condizioni di bisogno. Il progetto viene realizzato in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, mettendo a disposizione competenze mediche, scientifiche e sanitarie specialistiche.

A questa rete si aggiungono gli Ospedali Solidali “Fratello”, impegnati nel sostegno alle comunità più povere, e le Cliniche Mobili “Salus”, che portano assistenza pediatrica gratuita anche nelle aree più remote, attr