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Neo-mamme e lavoro, tre su quattro chiedono di cambiare passo

06 September 2026 — 18:226 min
Neo-mamme e lavoro, tre su quattro chiedono di cambiare passo
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  • Milano, 6 set. (askanews) – La maternità cambia anche il rapporto con il lavoro, senza però cancellare il desiderio di continuare la propria vita professionale. Tre neo-mamme su quattro hanno pensato di ridurre l’orario, cambiare occupazione, lasciare il lavoro o cercarne uno più flessibile dopo la nascita di un figlio. È quanto emerge da un’analisi condotta da Anker eufy sulle donne al rientro dalla maternità, secondo cui per l’85% delle intervistate la nascita modifica molto o abbastanza il significato attribuito alla propria vita professionale.


  • Nel dettaglio, il 34% ha valutato una riduzione dell’orario, il 17% un cambio di lavoro e il 13% ha pensato di lasciare l’occupazione. Ma, potendo scegliere senza vincoli economici o organizzativi, oltre sette neo-mamme su dieci continuerebbero a lavorare: il 45% vorrebbe mantenere il proprio impiego con maggiore flessibilità e circa il 26% preferirebbe ridurre temporaneamente l’impegno nei primi anni di vita del bambino. Meno di una su dieci sceglierebbe invece di lavorare esattamente come prima.Il nodo principale resta la conciliazione dei tempi: per il 42% la difficoltà maggiore è far convivere gli orari di lavoro con la cura del bambino. Oltre sei intervistate su dieci indicano come soluzione prioritaria orari più flessibili oppure smart working e lavoro ibrido. E il sostegno percepito sul posto di lavoro appare ancora limitato: solo il 12% si sente molto supportata nel rientro dopo la maternità, mentre quasi il 40% dichiara di esserlo poco o per nulla.


  • “La maternità porta con sé un cambiamento profondo nella gestione del tempo, delle priorità e della quotidianità”, spiega Lavinia Fogolari, Marketing Head di Anker, sottolineando la richiesta di maggiore flessibilità e di strumenti capaci di adattarsi ai nuovi ritmi familiari.Un altro fronte critico è l’allattamento. Circa due neo-mamme su tre individuano soprattutto in problemi pratici e organizzativi l’ostacolo principale alla sua gestione dopo il ritorno al lavoro: quasi il 30% cita il coordinamento tra orari, pause e spostamenti, oltre il 20% la difficoltà di trovare tempo durante la giornata e il 17% la mancanza di spazi adeguati e riservati. Quasi il 30% delle donne che avrebbero voluto continuare ad allattare afferma di essere stata costretta a ridurre o interrompere.


  • L’indagine si inserisce nel percorso di Anker eufy dedicato alle tecnologie per la maternità e la cura dei bambini, che comprende tiralatte indossabili e baby monitor. L’obiettivo dichiarato è utilizzare la tecnologia non in sostituzione del sostegno organizzativo e umano, ma come strumento per aumentare autonomia e flessibilità nella gestione quotidiana.