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La Cina può vincere la corsa all’Ia senza avere i chip migliori
Prezzi, open-weight, applicazioni: Pechino cambia regole della sfida
30 August 2026 — 07:176 min

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- Roma, 29 ago. (askanews) – La Cina potrebbe vincere la corsa globale all’Ia senza costruire il modello più potente del mondo e, forse, persino senza riuscire a colmare completamente il divario con gli Stati uniti nei semiconduttori più avanzati. Perché, a quasi quattro anni dall’esplosione di ChatGPT, sta diventando sempre meno evidente che la vittoria debba essere assegnata a chi dispone della maggiore potenza di calcolo o occupa per qualche mese il primo posto nei benchmark. La vera partita potrebbe giocarsi sul prezzo, sulla diffusione dei modelli, sulla capacità di integrarli nell’economia reale e, soprattutto, sulla conquista degli sviluppatori del resto del mondo.
- Da questo punto di vista il quadro è molto meno rassicurante per Washington di quanto suggeriscano gli investimenti miliardari della Silicon Valley. Secondo lo Stanford AI Index 2026, il divario di prestazioni tra i migliori modelli americani e quelli cinesi si è ormai sostanzialmente chiuso: a marzo il migliore modello Usa conservava un vantaggio del 2,7%, dopo che dall’inizio del 2025 sistemi americani e cinesi si erano alternati ai vertici delle classifiche. Gli Stati uniti continuano a produrre più modelli di primo piano – 59 nel 2025 contro 35 della Cina – ma Pechino è già davanti per numero di pubblicazioni, citazioni e brevetti concessi nel settore.Il cambiamento più importante, tuttavia, è strategico.
- OpenAI, Anthropic e in buona parte Google puntano sui loro sistemi più avanzati come prodotti proprietari, controllandone accesso, prezzi e infrastruttura. DeepSeek, Alibaba con Qwen, Moonshot con Kimi, Z.ai con GLM e altri gruppi cinesi hanno invece trasformato i modelli open-weight – dei quali cioè vengono resi disponibili i parametri – nell’arma principale per aggirare il vantaggio americano nella potenza di calcolo. Non è tanto una scelta ideologica, quanto una maniera di scaricare su cloud, aziende e utenti stranieri una parte del costo dell’infrastruttura necessaria a far funzionare i modelli.
- Il risultato è che un modello cinese può essere scaricato, modificato e fatto girare su server situati in Europa, Medio Oriente, Africa o America latina senza che l’utilizzatore debba necessariamente dipendere da un centro dati cinese. E soprattutto senza pagare per ogni operazione il proprietario del modello. Secondo Hugging Face, la principale piattaforma mondiale per la distribuzione di modelli aperti, quelli sviluppati in Cina hanno ormai superato quelli americani sia nei download mensili sia nel totale e hanno rappresentato il 41% dei download nell’ultimo anno.Per un ministero africano, una startup indonesiana o una piccola azienda europea, la domanda non è necessariamente se un modello cinese ottenga due punti in meno di Claude o di ChatGPT nell’ultimo test disponibile. Conta se costa un decimo, se può essere installato localmente, se può essere adattato alla propria lingua e se non comporta il rischio che un cambiamento delle regole deciso a Washington o in California ne interrompa improvvisamente l’accesso.




