Pnacc, il piano climatico italiano resta al palo: mancano i fondi per l'adattamento
Nonostante l'approvazione formale nel 2023, il Piano Nazionale per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici non ha ancora ricevuto finanziamenti, lasciando l'Italia vulnerabile agli eventi meteorologici estremi.

Il Piano Nazionale per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici (Pnacc), che avrebbe dovuto rappresentare la strategia organica dell'Italia contro la crisi ambientale, rimane a oggi una 'scatola vuota'. Nonostante il documento sia stato formalizzato dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin all'indomani della tragedia di Ischia del 2022 e approvato definitivamente dal governo Meloni nel dicembre 2023, nessuna delle successive manovre finanziarie ha stanziato i fondi necessari per la sua attuazione. Il piano prevede 361 obiettivi programmatici, che spaziano dal monitoraggio atmosferico avanzato alla gestione dei rischi assicurativi, ma senza copertura economica queste misure restano ferme sulla carta. Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, ha sottolineato il paradosso di un sistema che non investe nella prevenzione ma si trova poi a pagare miliardi per le emergenze, citando i 9 miliardi di danni per l'alluvione in Emilia Romagna del 2023 e il miliardo causato dal ciclone Harry all'inizio di quest'anno. Le critiche arrivano anche dal mondo scientifico e dalle opposizioni, che accusano l'esecutivo di 'climafreghismo' e di cecità pericolosa per l'economia nazionale, mentre i dati dell'Agenzia Europea dell'Ambiente ricordano che dal 1980 a oggi i fenomeni estremi hanno causato in Italia 135 miliardi di euro di danni e 38mila vittime.
Redazione Europa News
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