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Torna il neiborghi Festival 2026: arte, sperimentazione e migrazione

Tra Antrodoco e Cittaducale dal 7 al 13 agosto

09 August 2026 — 06:456 min
Torna il neiborghi Festival 2026: arte, sperimentazione e migrazione
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  • Roma, 3 ago. (askanews) – Rallentare, alzare lo sguardo e riscoprire lo spazio pubblico attraverso la magia dello spettacolo dal vivo. Torna a Antrodoco e Cittaducale (RI), neiBORGHI, il festival di arti performative contemporanee che trasforma i 2 borghi laziali in cantieri vivi di spettacoli, visioni e sperimentazioni, uno spazio di bellezza, incontro e stupore. Un progetto culturale, si legge in una nota, realizzato in collaborazione con il Comune di Cittaducale e di Antrodoco, con la direzione artistica di Lorenzo Pasquali/Ondadurto Teatro, che punta a costruire legami attraverso il linguaggio universale delle arti. Il progetto sarà sostenuto dalla Regione Lazio e dai due Comuni, una collaborazione istituzionale solida, pensata su scala triennale (2026-2028), con l’obiettivo di fare dell’arte un ponte universale capace di unire comunità e territori. Ogni annualità il festival metterà in campo una tematica specifica al fine di interrogarsi sulle emergenze della cultura contemporanea, al fine di proporre nuove visioni per il futuro.



  • Ogni anno neiBORGHI Festival sceglie una parola chiave per interrogarsi sul presente e offrire nuove prospettive sul futuro. Il filo conduttore della quarta edizione è “MIGRAZIONI”: un concetto universale che supera i confini geografici per abbracciare il movimento in ogni sua forma.Dallo spostamento dei ghiacciai alle rotte stagionali degli animali, fino al viaggio umano dettato dalla necessità di vita, la migrazione è prima di tutto un’esigenza di trasformazione. Sul piano artistico, il tema si trasforma in denuncia sociale, memoria, viaggio fisico ed esodo interiore. La multidisciplinarietà sarà la bussola di questa rassegna: la commistione tra teatro di strada, acrobazia, musica e installazioni saprà stupire il pubblico, restituendo ai borghi del Reatino la loro vocazione di spazi di meraviglia e incontro.