Crisi energetica in Europa: il bando al gas russo mette a dura prova le riserve e i prezzi
L'imminente stop alle importazioni di gas dalla Russia, previsto per il 2027, sta già causando gravi squilibri nel mercato energetico europeo, con un aumento dei costi e una preoccupante carenza di forniture.

La situazione energetica in Europa si fa sempre più critica. Con l'avvicinarsi del primo gennaio 2027, data in cui i paesi dell'Unione Europea cesseranno ufficialmente di acquistare gas dalla Russia in risposta alla guerra in Ucraina, il mercato sta già subendo pesanti ripercussioni. Secondo un recente rapporto di KPMG, le restrizioni normative e le tensioni geopolitiche globali stanno creando un vero e proprio collo di bottiglia. La situazione è aggravata dal conflitto nello Stretto di Hormuz, che limita le esportazioni di GNL da parte di produttori chiave come Qatar ed Emirati Arabi Uniti, costringendo l'Europa a una dipendenza ancora più marcata dal gas russo negli ultimi mesi. Le conseguenze sono tangibili: in Spagna, ad esempio, un quarto delle navi metaniere previste nel secondo trimestre del 2026 non è mai arrivato a destinazione, dirottato verso mercati asiatici disposti a pagare prezzi più elevati. Questo scenario ha portato a un aumento del 14% della tariffa di ultima istanza (TUR) per il gas nel secondo trimestre del 2026, mentre il prezzo di riferimento europeo TTF ha registrato picchi significativi rispetto ai livelli pre-conflitto.
Redazione Europa News
Giornalista · Europa News
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