Escalation in Medio Oriente: gli Stati Uniti colpiscono l'Iran dopo l'attacco in Giordania
Washington lancia una massiccia operazione aerea contro obiettivi militari iraniani in risposta al lancio di missili contro truppe USA. Coinvolte anche le forze saudite.

In una drammatica escalation della tensione regionale, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha condotto giovedì 30 luglio 2026 una serie di massicci attacchi aerei contro obiettivi militari in Iran e Iraq. L'operazione è stata lanciata in risposta al lancio di cinque missili balistici iraniani contro basi americane in Giordania, avvenuto mercoledì 29 luglio e neutralizzato dai sistemi di difesa. I raid, che hanno visto la partecipazione delle forze aeree dell'Arabia Saudita, hanno preso di mira centri di comando, depositi di droni e infrastrutture delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), in particolare sull'isola di Qeshm e in diverse località dell'Iraq orientale. Il bilancio provvisorio parla di almeno venti membri delle milizie e sei consiglieri iraniani uccisi. Il presidente Donald Trump, parlando in diretta dallo Studio Ovale, ha avvertito Teheran che ogni ulteriore aggressione verrà colpita duramente, sottolineando la determinazione degli Stati Uniti nel proteggere i propri soldati e gli alleati regionali. La crisi ha provocato un immediato rialzo dei prezzi del petrolio e una paralisi parziale del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, mentre la comunità internazionale osserva con timore l'allargamento del conflitto su scala regionale.
Marco Valeri
Giornalista · Europa News
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