Scarlett Johansson contro OpenAI: scontro aperto sui diritti della voce nell'era dell'IA
L'attrice accusa l'azienda di Sam Altman di aver clonato la sua voce per il nuovo assistente virtuale senza consenso, scatenando un dibattito etico globale.

Il confine tra tecnologia e proprietà intellettuale si fa sempre più sottile e tempestoso. Nelle ultime ore, la star di Hollywood Scarlett Johansson ha rotto il silenzio in merito alla nuova funzione vocale di ChatGPT, denominata 'Sky'. L'attrice si è detta profondamente turbata e 'scioccata' per la somiglianza estrema tra la sua voce e quella prodotta dall'intelligenza artificiale, sostenendo che Sam Altman l'avesse contattata mesi fa proprio per chiederle di prestare il suo timbro al progetto. Nonostante il rifiuto esplicito della Johansson, OpenAI ha rilasciato una voce che molti hanno immediatamente associato alla sua interpretazione nel celebre film 'Her'. Sebbene la società abbia negato l'intenzione di imitare l'attrice e abbia successivamente sospeso l'uso di 'Sky', il caso è diventato un simbolo della lotta degli artisti per la protezione della propria identità digitale. La vicenda solleva interrogativi urgenti sulla necessità di nuove tutele legali contro l'uso non autorizzato dei dati biometrici e vocali, un tema che promette di ridefinire i rapporti di forza nell'industria dello spettacolo contemporanea.
Redazione Europa News
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