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Mattarella sui giovani: è meschino sottovalutarne il malessere
Monopoli origine di mali sociali, non è tempo di ripiegamento ma di innovazione
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Redazione21 October 2026 — 15:106 min
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- Roma, 21 ott. (askanews) – All’indomani del decreto che inasprisce le pene contro i minori Sergio Mattarella, che pure sul momento ha condannato la violenza delle manifestazioni, oggi lancia un appello a non sottovalutare il malessere dei giovani e anzi a farsene carico come società e come istituzioni. L’occasione è la cerimonia di consegna delle onorificenze dei Cavalieri del Lavoro, ci sono anche gli Alfieri della Repubblica, giovani diplomati che si sono distinti negli studi e che si affacciano nell’università.
- Il Presidente della Repubblica dedica gran parte del suo discorso proprio ai giovani e lo fa partendo dal tema della emigrazione: “un grave peso per il nostro paese” a cui va posto rimedio rendendo loro attrattivo tornare perchè “molti rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi adeguatamente realizzare”. La convinzione di Mattarella è che “la società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. Si tratta di una questione sociale.
- Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società”.E’ questa l’analisi approfondita che il capo dello Stato aveva chiesto all’indomani dei cortei parlando di “protagonisti inediti”. “Occorre uno sguardo di ampia visione – insiste Mattarella – nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione. Tanto più in questi tempi così tumultuosi e incerti”.
- Il Presidente traccia il quadro complesso in cui le società vivono oggi tra guerre, rincari dell’energia, inflazione, incertezza sul futuro e lancia un ennesimo allarme contro “i cosiddetti magnati, insofferenti alle regole della comunità con assurde inaccettabili pretese in settori nevralgici della vita internazionale”. Prende a prestito l’insegnamento di Luigi Einaudi, “proprio lui liberale” che già all’assemblea costituente prima ancora di diventaro capo dello Stato ammoniva sui rischi dei monopoli: “Osservava, il futuro primo Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento, che i monopoli sono responsabili di disoccupazione e disuguaglianze, indicandoli ‘come origine più profonda e vera dei mali sociali'”, ricorda Mattarella. Il “controllo dei monopoli” è dunque “libertà” e a questo servono le norme comunitarie.
- La tanto vituperata Europa che sola, insiste il capo dello Stato, può aiutare un paese come l’Italia che ha tante fragilità: “costo dell’energia, inflazione, bassi salari, al deficit complessivo di produttività”.“L’Europa è cultura, coscienza, ideali, e si nutre dei motori che la spingono dall’interno delle società e delle economie” come sanno bene le imprese che alimentano questo processo. Perciò il suo invito è ad avere “il coraggio dell’innovazione. Non è il tempo del ripiegamento, del giardino di casa, della nostalgia ‘del bel tempo andato’ che non può tornare, ammesso che effettivamente esistesse”, conclude Mattarella ricordando a tutti, imprese e istituzioni che “la protezione sociale e il welfare sono parte essenziale dello sviluppo: l’inclusione è alleata decisiva della crescita, non un costo improduttivo”.
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Giornalista · Europa News



